Chi è Totò Lentini? Un fuoriclasse della politica siciliana

TOTO’ LENTINI IL GIGANTE

Alle elezioni comunali di Palermo con una sua lista - da solo - ha superato il Cantiere Popolare e il PD dimostrando ai vari Cuffaro, Romano, Cordaro, Faraone, Lupo e Cracolici di essere dei nanetti della politica siciliana

Cantiere Popolare ha preso il 4,2%, sostenuto da un ex amatissimo presidente della regione, Totò Cuffaro, da un deputato regionale, Toto Cordaro e da Saverio Romano, Capogruppo del Gruppo Parlamentare Scelta Civica-Ala ed ex Ministro.

Il grande PD di Renzi si può affermare che a Palermo abbia ottenuto il 5% dei consensi, scorporando i voti dell’NCD con cui hanno fatto la lista unica.

Il PD che per ottenere il 5% a Palermo schiera il sottosegretario unico alla salute, Davide Faraone, 5 assessori regionali, Baccei, Barbagallo, Contrafatto, Cracolici, Gucciardi ed il Vice Presidente dell’Ars, Giuseppe Lupo.

E lui, Totò Lentini, li ha stracciati. Umiliati.

Con una sua lista alle elezioni comunali di Palermo ha ottenuto il 4,6% dei consensi. Da solo!

 

 

E adesso, dall’alto del consenso ricevuto, ha deciso di dare lezioni di politica ai centristi, stigmatizzando la pretesta di questi “di fare i furbi senza pagare dazio alla coerenza, di aver precluso alle centinaia di migliaia di siciliani che, per cultura e storia personale e familiare, guardano al centro dello schieramento politico di trovare una casa, un luogo dove poter esprimere un impegno coerente coi propri valori, senza dover essere subalterni alle ali estreme degli schieramenti, che peraltro stanno ultimamente riprendendo quota proprio a danno di chi sostiene posizioni più ragionevoli ed attente alla mediazione.”  e rappresentando la necessità di “superare una stagione: quella di una certa oligarchia, senza credibilità e consenso, che ha preteso e pretende di dettare condizioni, che gioca su più tavoli la carta screditata di sigle ormai vuote ed invise all’elettorato.”

In un suo recente comunicato afferma infatti che “l’area centrista sembra attraversata da un’originale tensione che conferma la confusione e la carenza di una leadership credibile e che trovi nel consenso elettorale la conferma della coerenza di un progetto politico.”

Relativamente al Cantiere Popolare mette in evidenza che trattasi di “curioso caso di edificio politico regredito da costruzione a cantiere smantellato, che lancia improbabili out-out al centro-destra, spingendosi fino a porre veti su eventuali candidati alla presidenza della Regione, mentre il suo leader siede alla Camera alla guida di un gruppo parlamentare che sostiene il governo Gentiloni di centro-sinistra…E’ curioso osservare come l’on. Romano riesca, nei 40/50 minuti di volo che separano Roma da Palermo, a passare dal ruolo di alleato di ferro di chi sostiene ius soli ed unioni civili a quello di attore coprotagonista di una coalizione in cui siede chi sostiene l’esatto opposto, con tanto di pretese di poteri di veto. ”

A Giampiero D’Alia riconosce “una coerenza durata almeno un quinquennio: è riuscito, con costanza ed impegno, a far evaporare nel nulla una formazione che aveva conseguito alle regionali scorse quasi l’11% dei consensi, passando da 13 a 5 rappresentanti all’ARS, e, dopo averlo fatto alle comunali di Catania nel 2013, è riuscito a saltare a pié pari le elezioni amministrative di Palermo”

E con riferimento all’unico ministro centrista siciliano, Angelino Alfano, fa notare che anche “AP è divenuto partito “di lotta e di governo”, visto che dichiara di stare all’opposizione di Crocetta ma il suo Assessore rimane ben saldo sulla sua poltrona.”

Conclude il comunicato auspicando che siano i liberi ed i forti a scendere in campo, a costruire con umiltà e dedizione un nuovo spazio al centro, ripartendo dal lavoro paziente e quotidiano sul territorio, a contatto con la gente, che dia nuove risposte alle molte sofferenze della Sicilia, e che anche a Roma ci si debba rendere conto di come “un’area grande di consenso che proprio in Sicilia ha avuto e può avere la sua base, deve poter contare sulla chiarezza dei percorsi e delle posizioni, senza indulgenza per ambiguità e velleità di personaggi senza seguito. Una leadership rinnovata che sappia proporre credibilmente ai siciliani una vera alternativa al disastro dell’ultimo decennio.”

Il percorso e la leadership auspicata da Totò Lentini ha un nome e cognome.

NELLO MUSUMECI.

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