il 21 marzo la giornata in memoria delle vittime della mafia

Roma. Angelo Attaguile(NcS): "la mafia s'infiltra ovunque circoli denaro, anche nello sport"

Cronaca   Sabato, 4 marzo 2017

Il deputato siciliano Angelo Attaguile, segretario della Commissione nazionale Antimafia, è intervenuto alla Camera dei deputati, per il gruppo Lega-Noi con Salvini, contribuendo al dibattito che ha poi portato all’istituzione della giornata della memoria delle vittime della mafia, fissata per il 21 marzo.

“Oggi affrontiamo un argomento molto, ma molto delicato e importante per il nostro Paese –ha esordito l’on. Angelo Attaguile-. Noi salutiamo con interesse e piacere l’istituzione della giornata delle vittime della mafia, però non basta istituire giornate di commemorazione e di riflessione. La mafia va combattuta concretamente sul territorio. La mafia è un’industria, un’industria del malaffare che s’infiltra dove ci sono interessi economici. Nessun settore ne è esente – ha aggiunto Angelo Attaguile- anche il calcio è inquinato e lo stiamo vedendo nell’ambito dei lavori del Comitato sport e mafia che abbiamo istituito in Commissione Antimafia”.

Nel corso del suo intervento, Angelo Attaguile ha sottolineato il ruolo determinante della classe politica: “la politica non deve attendere la magistratura, dobbiamo impegnarci per impedire la candidatura di soggetti in odore di mafia. Non possiamo consentire – ha aggiunto l’on. Attaguile- che vicino a noi siedano persone che dovrebbero combattere la mafia al nostro fianco e invece inquinano le istituzioni. Dobbiamo essere decisi e coraggiosi. Per questo – ha detto in aula Attaguile- deve andare tutta la nostra gratitudine alle vittime di mafia, non solo a grandi uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche e soprattutto a chi, indossando una divisa, ci ha rimesso la vita pur di affermare la legge. Riteniamo quindi doveroso celebrare le vittime di mafia, ma dobbiamo farlo senza ipocrisia, la classe politica trovi il coraggio di allontanare i personaggi in odore di mafia, non basta giustificarsi sostenendo che non vi sono provvedimenti dell’autorità giudiziaria”.

di Redazione Iene Siciliane Data: Sabato, 4 marzo 2017

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