FABRIZIO FERRANDELLI. PRIMA IDV. POI PD. ADESSO CON FI.

NON C’E’ DUE SENZA TRE

PERSE LE COMUNALI NEL 2012. NON RIUSCI' A FARE CADERE CROCETTA. COSA ACCADRA' ADESSO? SOVVERTIRA' IL FAMOSO ADAGIO?

Ripercorriamo la storia di Fabrizio Ferrandelli. Un giovane trentaseienne alla seconda candidatura a Sindaco di Palermo, la prima sostenuta dal PD, adesso sostenuto da Cantiere popolare e Forza Italia. 

Ferrandelli indagato per voto di scambio. Che ha come mentore Cuffaro. Che nomina un massone come assessore . 

Chi sceglieranno i palermitani?

Trentasei anni, sposato, bancario, laureato in Lettere, Impegnato nell’associazionismo locale e nel volontariato. Nel 2007 è eletto consigliere comunale nella lista “Sindaco Orlando”, l’anno successivo diventa capogruppo di Idv.

Nel 2012 si candida alle primarie del centrosx per la scelta del candidato a Sindaco di Palermo. Contro Rita Borsellino. Sostenuta da Orlando. E con l’appoggio di quella parte del Pd siciliano contrario alla candidatura della Borsellino e che fa capo al senatore Giuseppe Lumia, al capogruppo del Pd all’Assemblea regionale Antonello Cracolici.

Prima fuga in avanti. L’IDV espelle Ferrandelli per la sua candidatura a Sindaco. Annunciata quando, tra l’altro, l’Italia dei Valori non aveva ancora deciso chi sostenere ed era ancora in discussione la possibilità di una candidatura diretta di Leoluca Orlando, portavoce del partito ed ex sindaco di Palermo.

Vince le primarie contro la Borsellino. Orlando decide quindi di candidarsi comunque. Arrivano entrambi al ballotaggio. Che Orlando vince con il 72% dei consensi.

Primo salto della quaglia a 31 anni, dall’IDV al PD.

Il PD che, nell’ottobre 2012, gli garantisce una candidatura alla regione dove viene eletto con 7.906 preferenze.

Il 19 luglio del 2015, qualche giorno dopo le dimissioni della Borsellino (questa volta Lucia, la nipote di Rita) da Assessore alla salute,  tre giorni dopo la famosa intercettazione, con Crocetta autosospeso dalla carica di presidente della Regione, quando sembrava certo che il Pd nazionale fosse deciso a staccare la spina a Crocetta, si dimette da deputato regionale lanciando la sfida ai colleghi del Pd e al resto del parlamento siciliano. “Sfido i 24 deputati regionali del Pd siciliano a presentare le proprie dimissioni come ho fatto io ieri”. “Non rientro nella casa del Grande Fratello. Sono loro che devono uscire. Le mie dimissioni sono irrevocabili. A casa, al voto”. Nei giorni precedenti, in un’intervista al mensile “I love Sicilia”, Ferrandelli parla esplicitamente della possibilità di una sua candidatura alla presidenza della Regione. Altro atto di rottura. Altro tentativo di scalata. Altra fuga in avanti. Sono passati tra anni da quanto ha “tradito” Leoluca Orlando, per tentare di fare il Sindaco di Palermo. Adesso “tradisce” il PD, e sceglie le dimissioni per tentare la candidatura a Presidente della regione. Presentato un nuovo movimento “I coraggiosì” che per il deputato dimesso “rappresenta la vera rottamazione in Sicilia”. “Noi ci candidiamo a essere gli anti gattopardi della Sicilia – dice Ferrandelli – e ci rivolgiamo a quei 2,6 milioni di siciliani che non vanno più al voto. Basta con le parole, è arrivato il momento di agire”.

Si dimette, lasciando il proprio posto di deputato a Francesco Riggio. Avvocato palermitano coinvolto nello scandalo della Formazione siciliana, Riggio era il presidente dell’ente di formazione Ciapi, sotto processo per associazione per delinquere e corruzione e indagato in altri filoni dell’inchiesta sulla truffa degli enti di formazione che ha coinvolto imprenditori, manager, politici ed ex assessori regionali.

Mentre si dimette, e conferma le dimissioni nonostante l’ARS le rifiuti in prima istanza, le cose improvvisamente cambiano. Crocetta rientra dalla auto sospensione (priva di alcun valore giuridico) e dichiara “Il Pd vuole le mie dimissioni? Mai, mi sfiducino se vogliono, così si renderanno complici dei golpisti e passeranno alla storia come coloro che hanno ammazzato il primo governo antimafia della storia siciliana”.

Man mano che passano i giorni la situazione prende una piega diversa. Il 24 luglio all’ARS tutti i deputati, di maggioranza e opposizione, prendono tempo.

Il 3 novembre 2015 nasce il Crocetta quater. La legislatura non avrà alcuna chiusura anticipata.

Ferrandelli torna a fare il bancario. E nel frattempo infrastruttura il suo Movimento.

Ad un anno dalle dimissioni da deputato regionale, nel luglio 2016, annuncia la propria candidatura a Sindaco di Palermo.

L’annuncio viene dato dal leader de “I Coraggiosi” nel corso di una conferenza stampa, a Sala delle Lapidi. “La questione morale per noi è fondamentale – ha detto il leader de ‘I Coraggiosi’ – chiediamo a tutti di mettersi in discussione, di abbattere le barriere per un progetto collettivo e lo faremo con coloro che hanno i requisiti etici e morali per farlo”.

Ferrandelli – che in quel momento è ancora nel PD – nel candidarsi afferma che “non avrà nè padrini, nè padroni: Cuffaro e Miccichè sosterranno altri candidati e io non sono il candidato del Pd, nè parteciperò alle primarie. Sono libero, come dimostrano le mie dimissioni. Marchini era un candidato civico che ha abbracciato i partiti, mentre io sono un candidato politico e penso di poter interpretare la voglia di cambiamento di chi vota il Movimento Cinque Stelle. Nei prossimi nove mesi incontrero’ i palermitani casa per casa e con loro costruiremo il programma, cercando una soluzione a quei temi come il traffico e i rifiuti di cui si parla da 50 anni”.

Altra fuga in avanti. Senza concordare nulla con il suo partito – il PD – si candida a Sindaco di Palermo. Fausto Raciti, segretario regionale del PD, intervistato dall’Adnkronos, commentava così la candidatura a sindaco di Palermo di Fabrizio Ferrandelli, tesserato del Pd, ex deputato regionale: “Ah, dice di non essere il candidato del Pd? Attendiamo cosa ha da dire il Pd di Palermo….Aspettiamo le indicazioni del Pd”.

Il resto è storia dei nostri giorni.

Ferrandelli coinvolto in una indagine per  voto di scambio politico-mafioso, reato che si sarebbe consumato nella campagna elettorale per le amministrative di Palermo del 2012. Lui si è dichiarato estraneo affermando che «Quelle che mi vengono mosse sono accuse infamanti che infangano anni di impegno e anni di storia. Un delinquente che è poi diventato pentito fa molto rumore, mi rendo conto. Ma la mia storia dimostra che sono estraneo ai fatti. Sono molto amareggiato, ma tutto quello che ho fatto finora mi impone di andare avanti».

Ferrandelli stigmatizzato da Pif – in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della strage in cui perse la vita falcone, la moglie e la scorta –  “dopo aver dietro lo stratega condannato per favoreggiamento (Totò Cuffaro, ndr) ha rilanciato con un assessore massone (Giuseppe Labita, ndr)” … “Uno come Totò Cuffaro per un politico che si candida dovrebbe essere l’Anticristo, in qualunque parte del mondo civile uno che aspira a governare non dovrebbe avere niente a che fare con Cuffaro. Questo qui non succede”. La risposta dell’aspirante sindaco è stata che lui risponde solo ai suoi elettori.

Ferrandelli che si candida a Sindaco della quinta città d’Italia, della città della Cultura che risponde all’attacco dell’avversario – ex mentore,persona più grande e sindaco della Sua città – ricordandogli, con una volgarità che non conosce precedenti, ricordi quante volte ti ho mandato a fare in …. (VEDI) (VEDI VIDEO COMPLETO, minuto 1.07).

Ferrandelli con il sostegno di Forza Italia e con il suo simbolo. Nonostante avesse dichiarato «Nel mio movimento storie diverse, solo senza simboli tutti saranno a proprio agio». E nonostante Gianfranco Miccichè avesse affermato: “Appoggiare Ferrandelli? Non esiste: non c’è stato alcun incontro. Siamo fermi sulle nostre posizioni come del resto anche lui. Siamo incompatibili”.

Cuffaro mentore di Ferrandelli. Che afferma: “E’ vero, sulla questione del simbolo di Fi a Palermo ho parlato con il candidato sindaco e con Micciché. Fabrizio possiede la stessa empatia con la gente che avevo io 20 anni fa: mi emoziona. La Sicilia può essere laboratorio di un’alleanza centrista, da Fi al Pd. Io regista? Faccio il mediano: corro e fatico, ormai in gol vanno altri”. E mentre Alfredo Morvillo (cognato di Falcone, magistrato), alla commemorazione per i 25 anni della strage di Capaci ha detto che qualcuno, non potendo candidarsi perché condannato per mafia, sostiene e pilota politici da dietro le quinte, i candidati della lista a sostegno di Fabrizio Ferrandelli dichiarano: “L’ex governatore non ha alcun ruolo, manteniamo ben chiare le distanze da un passato scellerato”.

Si badi bene.

Ferrandelli gode del sostegno di Forza Italia e di Cantiere Popolare, non di singoli candidati provenienti da quei partiti.

Ed ecco consumata la terza fuga in avanti, il terzo salto della quaglia.
Ma, come tutti sanno, non c’è due senza tre.

Comunali 2012: PERSE.

Tentativo di candidarsi a presidente della regione nel 2015: FALLITO.

Comunali 2017: …

TANTO VA LA GATTA AL LARGO CHE CI LASCIA LO ZAMPINO …

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