IL PROF. DI DIO, DOPO 12 ANNI DI LOTTE INTESTINE, RIPORTA LA PACE ALL’ORDINE DEGLI INGEGNERI DI PALERMO

LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE

CON UNA SQUADRA CHE, SEPPUR IN OPPOSIZIONE AL CONSIGLIO USCENTE, E’ RIUSCITA A SUPERARE DIFFIDENZE E PREGIUDIZI INSERENDO ANCHE (EX) DELFINI DEL PRESIDENTE MARGIOTTA

di IENA Ordinistica

All’Ordine degli ingegneri di Palermo, dopo un trentennio di gestione da parte di un Presidente galantuomo, l’ing. Renato Cannarozzo, dal 2005 ad oggi si sono avvicendati Presidenti arroganti e/o inadeguati, che lo hanno reso ininfluente a livello cittadino, regionale e nazionale. Con il Prof. Di Dio ci sono i tutti i presupposti affinché l’Ordine di Palermo torni all’antico prestigio.

Correva l’anno 2005.

E l’Ordine degli Ingegneri di Palermo era retto da un galantuomo, l’ing. Renato Cannarozzo, Presidente da 25 anni ed in consiglio dal 1964.

Una cordata di giovani ingegneri tenta la spallata. Gli riesce! Eleggono 10 consiglieri su 15.  Presidente diventa il 37enne Alessandro Calì. Tra i nuovi 10 consiglieri un giovane ricercatore, l’ing. Vincenzo Di Dio.

All’opposizione il Presidente galantuomo, l’ing. Renato Cannarozzo, lo storico segretario, l’ing. Giorgio Umiltà, il recordman di preferenze, Salvo Barone, e una new entry, l’ing. Giovanni Margiotta.

L’Ordine entra in un caos senza precedenti. A causa del combinato disposto dell’inesperienza e dell’arroganza dell’ing. Calì e dell’ing. Margiotta, rispettivamente della maggioranza e dell’opposizione. Con l’indifferenza dei servi sciocchi e nonostante gli sforzi di mediazione e di equilibrio del Presidente galantuomo e del giovane ricercatore. Nel 2008 Margiotta guida la rivolta. Con uno squallido gioco di potere il Presidente Calì viene destituito. Viene eletto presidente il Prof. Antonio Barcellona.

Nel 2009, un nuovo scontro. Tra una lista con Calì presidente, ed una lista guidata da Salvo Barone, stimato consigliere storico. Vince la lista dell’ing. Barone. 15 a 0. Ma nuove nuvole si addensano subito all’orizzonte. Alcuni consiglieri non gradiscono lo strapotere di Margiotta, vero dominus del consiglio, di cui Barone si rivela una pedina. E si scoprono accordi pre elettorali di cui la maggioranza dei consiglieri non era a conoscenza. Barone, dopo due anni dalle elezioni, avrebbe dovuto lasciare la presidenza a Margiotta, come poi è avvenuto. Ad Antonio Barcellona sarebbe dovuta andare la Presidenza della Fondazione, come ricompensa per aver tradito Calì. Come poi puntualmente avvenne. Tre ingegneri, tra cui il giovane ricercatore, oggi Prof. Di Dio, si rifiutarono di accettare quanto stava avvenendo, e si dimisero in polemica. Nel consiglio dell’Ordine rimasero, per la gran parte, yes man, fedelissimi del Presidente Margiotta.

Nel 2013 ultimo scontro Calì – Margiotta. Quest’ultimo vince le elezioni, conducendo alla condizione attuale il consiglio dell’Ordine di Palermo, dimostrando tutta la propria debolezza personale ed incapacità nelle elezioni del consiglio nazionale del settembre scorso, dove si candida ottenendo un risibile risultato.

In questo contesto si inserisce la grande maestria del Prof. Di Dio nel comporre una squadra unita “Libertà e partecipazione” che rappresenta le diverse anime degli ingegneri palermitani, che l’hanno eletta con grandissimo consenso.

Al suo fianco i fedelissimi. Aldo Bertuglia, Duilio Castiglia, Antonino D’Amico, Salvatore Favuzza, Vincenzo Greco, Francesca Grisanti, Massimo Inzerillo, Elvira Restivo e Maurizio Sciortino. Poi i giovani, Gabriele Lo Cacciato, Sergio Marino e Laura Milazzo. Infine l’indipendente Anna Baieli, segretaria uscente.

Al Prof Di Dio adesso spetta il compito più arduo: assegnare le deleghe e valorizzare tutte le competenze. Senza veti. Senza voti. Riuscire ad assegnare ruoli che possano gratificare le esperienze dei consiglieri uscenti “margiottiani” senza che la longa manus di Margiotta continui ad aleggiare sull’Ordine degli Ingegneri di Palermo.

La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, non è neanche un gesto un’invenzione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione (Giorgio Gaber)

Lascia una recensione

1 Commento su "LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE"

avatar
Ordina per:   più nuovi | più vecchi | più votati
Barone Salvatore
Ospite

Chi non firma il proprio articolo non è degno di considerazione.

wpDiscuz