LA POLITICA NON È UNA SCIENZA, COME MOLTI FRA I SIGNORI PROFESSORI IMMAGINANO, MA UN’ARTE. (OTTO VON BISMARCK)

I PRESTANOME

LA POLITICA È MOLTO PIÙ COMPLESSA DELLA FISICA. (ALBERT EINSTEIN)

Capita sovente, purtroppo, che quando un imprenditore è stato dichiarato fallito, o non è in possesso dei presupposti di legge per svolgere quella determinata attività, o ha accumulato così tanti debiti da non riuscire più ad evitare che il passato investa anche le sue attività future, nel momento in cui avvia una nuova attività, non potendo più comparire in prima persona, si avvalga di un prestanome. Chi fa il prestanome (anche detto «testa di legno») sostituisce in tutto e per tutto, almeno dal punto di vista formale, un’altra persona (cosiddetto «amministratore di fatto»), benché le scelte siano adottate da quest’ultima che ne è quindi il materiale artefice, senza però assumersene la titolarità.

La proposta di docenti universitari come possibili candidati – di sinistra, di destra, di sinistra e destra – alla prossima competizione elettorale del 5 novembre sembra riproporre la logica della testa di legno alla politica.

Dietro ogni docente universitario c’è infatti uno, o più, amministratori di fatto.

Micari è il “prestanome” di Leoluca Orlando. Che è Sindaco di Palermo e non può candidarsi.

Lagalla è il “prestanome” di Totò Cuffaro. Che è interdetto dai pubblici uffici e non può candidarsi.

Armao è il “prestanome” di Raffaele Lombardo. Che, con sentenza dello scorso marzo è stato sospeso dal voto e dall’eleggibilità per sette anni.

Le leggi antimafia hanno sottoposto mafiosi e, accanto ad essi supposti pretendenti, alle misure cosiddette di prevenzione e di esproprio, mentre, senza le leggi i magistrati hanno inventato la categoria dei “concorrenti esterni”. Senza violare nessuna legge, nessun principio, ma applicando un minimo di ragionevolezza alla politica si possono e si dovrebbero tenere alla larga prestanome e concorrenti esterni.

Ma in Sicilia così non avviene. Ancora una volta, quindi, la Sicilia laboratorio della politica. Della peggiore politica. Se gli universitari venissero candidati e, ancor più, se fossero eletti, ciò costituirebbe una anomalia del panorama nazionale.

Infatti in nessuna delle grandi regioni d’Italia – siano esse governate dal centro sinistra o dal centro destra – vi sono espressioni universitarie alla guida e tutte esprimono quali governatori politici di lunga esperienza.

E’ il caso di Chiamparino in Piemonte, che arriva alla Presidenza della regione dopo essere stato consigliere comunale, funzionario presso il Parlamento europeo, segretario provinciale e regionale del Pds, deputato nazionale, sindaco di Torino, presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani).

E’ il caso della Lombardia con Maroni. Avvocato, Maroni, è stato più volte Ministro della repubblica, all’Interno ed al Welfare, più volte deputato della camera, è stato segretario federale della Lega Nord.

In Toscana Enrico Rossi prima di essere candidato a governatore è stato assessore, vice sindaco e poi sindaco di Pontedera. E’ stato consigliere regionale e Assessore alla salute della regione.

In Emilia Romagna Stefano Bonaccini nel suo curriculum ha una elezione a consigliere comunale a Modena e una elezione a consigliere regionale. Oltre a molteplici incarichi nella segreteria regionale e nazionale del PD.

Se scendiamo più al sud, nel Lazio, il presidente Nicola Zingaretti prima di essere candidato a Presidente della regione era stato consigliere comunale a Roma, Europarlamentare e Presidente della provincia di Roma.

Sempre più al sud, in Campania, Vincenzo De Luca prima di essere candidato alla carica di governatore della Campania era stato consigliere comunale, vice sindaco e sindaco di Salerno e per due volte eletto alla Camera dei deputati.

A Roma come a Palermo, la Sicilia è considerata terzo mondo. E quindi va bene anche una testa di legno a guidarla. L’importante è che i voti siciliani siano utili per i posti alla Camera ed al Senato per i nostri parlamentari. 

In Sicilia, Armao, Lagalla e Micari sono i possibili candidati universitari “prestanome” delle forze politiche siciliane.

Padrini diversi, schieramenti diversi. Analogie tante.

Non si sono mai testati (direttamente) elettoralmente. “Rischiano” di assurgere al ruolo di Presidente della Regione Siciliana.Senza aver mai affrontato una competizione elettorale.

Afferiscano tutti e tre all’Ateneo Palermitano.

Tutti e tre sono stati formati dai Padri gesuiti. Hanno tutti infatti frequentato il prestigioso Istituto Gonzaga di Palermo.

Lagalla e Micari sono stati (o sono) Rettori dell’Università di Palermo.

Armao e Lagalla sono stati (o sono) Presidenti del Consorzio Universitario di Agrigento

Proviamo a cercare le differenze.

Armao professore aggregato, Lagalla e Micari professori ordinari.

Micari senza alcuna precedente esperienza politica, Lagalla e Armao, già assessori regionali rispettivamente del II Governo Cuffaro e del II-III governo Lombardo.

Micari è stato proposto dal Sindaco di Palermo.

Armao e Lagalla si sono autocandidati.

Micari è proposto per lo schieramento di centro sinistra.

Lagalla si propone per lo schieramento di centro sinistra. Anzi no. Di centro destra. Oppure di centro.

Armao per lo schieramento di centro destra, senza la destra.

Micari ha fatto una sola dichiarazione:  “Se ci saranno le condizioni e un progetto che mi permetta di continuare il lavoro che sto facendo per garantire il futuro dei nostri giovani non sarei certo io a tirarmi indietro”.

Lagalla certamente è il candidato di Totò Cuffaro e Saverio Romano. Gode del sostegno palese di alcuni docenti universitari, quali, ad esempio, il presidente della Scuola Politecnica, Prof. Maurizio Carta.

Armao dichiara che il suo progetto è sostenuto Forza Italia, diversi movimenti civici e gruppi cattolici, UDC, Cantiere popolare e gli autonomisti, quindi da tutti i partiti del centro destra ad eccezione della lega dei Popoli e di Fratelli d’Italia.

Sul web non rintracciamo alcuna dichiarazione a favore di Armao da parte dell’MPA. Sentiti i rappresentanti dell’UDC di Cesa non ci risulta che sostengano la candidatura di Armao.

Invece, si rinvengono molteplici dichiarazioni di esponenti di Forza Italia e autonomisti a favore dell’altro candidato del centro destra.

Armao è stato Presidente del CUPA – Consorzio Universitario di Agrigento.

Lagalla è componente del Consiglio di Amministrazione del CNR – Centro Nazionale delle Ricerche e Presidente del comitato tecnico scientifico  della Fondazione Istituto Giglio di Cefalù.

Micari è Rettore dell’Università di Palermo.

Dovrebbero rimanere terzi nei confronti della politica. Sono “primi inter pares” delle comunità scientifiche che rappresentano e dovrebbero occuparsi del loro compito senza distrazioni!

IN POLITICA CI SONO SEMPRE DUE CATEGORIE DI PERSONE: QUELLI CHE LA FANNO E QUELLI CHE NE APPROFITTANO. (PIETRO NENNI)

A quale categoria appartengono i nostri Universitari?

 

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I lettori con i capelli bianchi ricorderanno i tre protagonisti della commedia musicale Rinaldo in campo, realizzata nel 1961 per le celebrazioni per il centenario dell’Unità d’Italia a cura di Domenico Modugno, Ciccio Ingrassia e Franco Franchi.

E’ la storia, romanzata e cantata, della intensa vita del brigante siciliano Rinaldo Dragonera, una specie di Robin Hood che toglieva ai ricchi per dare una mano ai poveri. Angelica, nobildonna siciliana che sostiene Garibaldi, persuade il brigante a unirsi ai picciotti dell’Eroe per cacciare i Borboni dalla Sicilia.

Una delle musiche dello spettacolo teatrale era “Tre briganti e tre somari”, che, in quello che oggi definiremmo un tormentone, racconta le gesta di tre briganti, che sono e restano sempre tre, che scorazzano per le strade della Sicilia.

Anche i docenti universitari candidati alla presidenza della Regione sono tre, sempre tre, sono rimasti in tre, come recita il tormentone di datata memoria.

 

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1 Commento su "I PRESTANOME"

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Manuel
Ospite

Semplicemente vergogna! Dimostriamo di essere una regione di terzo mondo!
Giusta la riflessione del grande Benanti!

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