Dati alla mano

I cittadini sappiano che Enzo Bianco dal Consiglio comunale c’è passato di striscio

In questi cinque anni il sindaco ha presenziato otto volte e, sommati, i suoi interventi non superano i 105 minuti. Eppure candida gggente

di Iena marco pitrella (disegni di salvo marsiano)

Va detto: Enzo Bianco in cinque anni è andato otto volte in Consiglio comunale; insomma, di striscio c’è passato. Ha fatto numeri, però: 4 minuti d’intervento nel 2013 su cose che col bilancio avevano a che fare. 21 minuti nel 2014 da dividere in quattro apparizioni, tra le quali, una per la commemorazione delle vittime della mafia; l’altra, invece, a tinger d’arcobaleno il registro delle unioni civili: mal Comune mezzo… gaio.

 

Per non parlare dei 14 minuti del 2015 impiegati a fantasticar della riqualificazione di corso dei Martiri: a dispetto delle chiacchiere, i lavori stanno allo 0,5% dell’investimento complessivo. Nel 2016 è di appena un minuto l’intervento per l’ennesima commemorazione delle vittime della mafia. Infatti, nel 2017 per porre fine al “Chi l’ha visto?”, il sindaco dai consiglieri viene, addirittura, convocato. Umiliato, 65 minuti degni della pagina facebook “Enzo Bianco fa cose” ha regalato. In ultimo, la comparsata del 2018, neanche a dirlo, per il ricordo delle vittime della mafia, ormai ridotta a “messa cantata”. Del resto, quando della legalità si porta il vessillo ecco il risultato: 105 i minuti d’intervento accucchiati in, appunto, cinque anni. E ce ne sarebbero state di cose da spiegare al Consiglio comunale: di Giuseppe Girlando, che fu assessore al bilancio, a processo per tentata concussione aggravata. O, ancora, della “munnizza” portata a fetere: l’inchiesta “Garbage Affair” che ha portato all’arresto di Orazio Fazio e il coinvolgimento di Massimo Rosso, per la cronaca fedelissimi del sindaco. Su nulla ha proferito in Consiglio; in fondo, pare che per Bianco non serva a niente. Eppure candida gggente: Mario Tomasello, esempio a caso, alla sbarra per truffa e falsa testimonianza (copyright “Meridionews”). E meno male che su Salvo Pogliese ebbe a dichiarare: “nelle nostre liste non si sarebbe candidato nemmeno al quartiere”. Solita doppia morale o consueta figura di […]. Se tanto mi dà tanto, dei tanti sammartiniani progressisti e campanari, candidati a sostegno di un sindaco che col Consiglio così s’è comportato, il destino è già segnato: mendicar due lire di confidenza al netto del gettone di presenza.

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