Sui temi "caldi" dell'attualità voci dissonanti

Elezioni a sinistra, Goffredo D’Antona: “Fava? Navarra? I nomi li ho appresi dai giornali”

A colloquio con l'avvocato che dice...

Proseguiamo con i nostri approfondimenti sul dibattito nella sinistra catanese in vista delle elezioni regionali. Un dibattito che appare quanto mai acceso .e conflittuale. Abbiamo intervistato un altro esponente della sinistra catanese, l’avvocato Goffredo D’Antona.

1) In questi giorni stai lanciando una serie di post in cui denunci i metodi con cui la sinistra si approccia alla prossima scadenza elettorale. Ci spieghi meglio? Dici tra l’altro che la sinistra dovrebbe smetterla di riunirsi in posti che non conosce nessuno. A cosa ti riferisci?
Le denunce non sono solo mie da di una gran parte della Sinistra diffusa.
La Sinistra ha una storia di lotte quotidiane  per i Diritti e per la Giustizia Sociale molto importante e diffusa nel territorio e nel sociale. Con questo patrimonio politico l’elaborazione di un progetto elettorale con il programma e successivamente i “nomi“  dovrebbe essere semplice e conseguenziale,  e invece siamo settimane che si discute di accordi politici e di nomi.

di di iena politica marco benanti

I posti ai quali mi riferisco sono luoghi metaforici. Sono i fortini della sinistra. Per carità zone sottratte al clientelismo e alle mafie. Ma sconosciuti a quei soggetti (donne disperate con figli e abbandonate da tutti i senza lavoro i senza casa,  gli ultimi) ai quali dobbiamo fare riferimento, quello che dovrebbe essere in nostro elettorato.
La Sinistra è ideologia di Piazza non di fortini.
Quali sono a tuo avviso i problemi che la sinistra catanese e siciliana deve superare per essere percepita come più vicina alle istanze dei cittadini?
La Sinistra Catanese o siciliana  denuncia  ogni giorno le discariche abusive volute da Crocetta riesce a bloccare per mesi e mesi la costruzione del Muos a Niscemi, fa antimafia sociale (e non di regime o da salotto),  tutela, non solo durante la campagna elettorale, coloro che non hanno una casa. I militanti della Sinistra hanno le mani sporche della sofferenza   e la stanchezza delle ingiustizie. I cittadini conoscono questo impegno, poi però l’intervento dei partiti annulla questa percezione, e diventiamo un partito come gli altri, con logiche poltronistiche che a Sinistra combattiamo da anni, quando ancora Grillo lavorava presentava Fantastico in Rai e faceva pubblicità per lo yogurt, tanto per capire le radici storiche del nostro impegno.
3) C’è o no un problema di ceti politici della sinistra? Come far convivere le loro prassi e i loro obiettivi con quelli della sinistra diffusa?
Il problema è evidente dei nostri vertici politici. Le lotte no muos le lotte contro le discarica la lotta alle mafie sono portate avanti con impegno splendido dalle varie anime della Sinistra, i partiti dovrebbero farle convogliare in un unico progetto politico elettorale, ed invece quelle divisioni che pur esistono nella sinistra ma che non pregiudicano una lotta unitaria ai vari problemi vengono poi acuite dai vari partiti. Mi spiego meglio. Nella lotta per i diritti non facciamo distinzioni se hai una cultura comunista  (Rifondazione o PCI) o se hai fatto esperienze con altri partiti della sinistra (Sinistra Italiana Sell ecc.) ci si unisce per lottare insieme per un unico obiettivo che può essere il muos,  le discariche abusive legalizzate, il diritto alla casa o alla salute,  poi arrivano elezioni e le logiche dei partiti prevalgono con veti incrociati che comportano divisioni.
La sinistra è diversa ma non divisa. Le divisioni le creano i partiti  della Sinistra
La sinistra diffusa da un valore molto importante al concetto di partito ne riconosce l’evoluzione delle lotte sociali. Parimenti però i  partiti dovrebbero dare, concretamente, lo steso ruolo alle esperienze di lotta, e così non è sempre
4) Che ne pensi della diatriba relativa alla candidatura a presidente della regione, cosa si nasconde dietro questa lotta tra le candidature di Fava e Navarra? E tu per chi “tifi”? 
Trovo molto stucchevole,  anzi siamo in tantissimi a pensarlo, questa diatriba. Non so se si nasconde qualcosa dietro in ogni caso non mi interessa. in ogni caso non facciamo facciamo una qustione di nomi assolutamente ma di metodo. Io tifo per il Napoli il Catania e per il St Pauli di Amburgo. Amo lo Stadio non sopporto la politica da stadio.
5) Condividi i metodi con cui si è arrivati a questi nomi? E il programma non dovrebbe venire prima dei nomi?
Non posso condividere metodi che non conosco. I nomi di Navarra e di Fava li ho appresi dai giornali. Io magari a Sinistra non sono nessuno ma in troppi abbiamo appreso quei nomi dalla stampa. E questo non è giusto.  Forse le esperienze di lotta dei territori e i nostri ormai pochi intellettuali e in ogni caso la base dovrebbero essere parte integrante di questi metodi, pur dando l’importante rilievo ai partiti, cosi non è stato.
Il programma ma soprattutto come realizzarlo è l’unico punto di partenza.  Negare ciò e limitare la discussione ai nomi è l’esemplificazione del maggior difetto che abbiamo a Sinistra, essere autoreferenziali. “ Siamo di sinistra e quindi sappiamo fare tutto e meglio “. Questa è una fesseria, oltre che una spetto che ci rende “ antipatici”.
6) Tu sei firmatario del documento per la sinistra alternativa che ha dato via il percorso alla candidatura di Navarra e alla presentazione di una lista alternativa al Pd. Credi che col tempo lo spirito di quel documento sia ancora valido? Rimetteresti la firma?
Il documento non ha dato il via alla candidatura di Navarra magari questo è l’epilogo del progetto di quel documento. In quel documento veniva evidenziato un percorso che, a mio avviso, potrei sbagliarmi, non si è realizzato. La teoria di quel documento è ineccepibile,  come è stato messo in pratica forse un po’ meno.
Ovviamente rimetterei la firma a quel documento, magari vigilando un po’ di più che quelle progetto venga realizzato meglio.
Ultima domanda. Escludi una tua candidatura alle regionali?
Ahahha. I Nomi in questo momento non hanno alcun rilievo. In ogni caso L’ultima volta che mi sono candidato è stato al Consiglio di facoltà. Più di 30 anni fa. In ogni caso è giusto che si candidi chi ha una rappresentatività diffusa sul territorio, cosa che non so  di avere.

E' "divorzio"!

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