Su Cuffaro ci mancava solo il M5S

Puntuale è arrivato il comunicato M5S sul convegno dell’ordine dei giornalisti che ha visto Totò Cuffaro raccontare l’esperienza da detenuto che fu. “Inaccettabile” per i deputati del M5S. “Non sono dispiaciuto per me ma molto di più per loro, movimenti politici e giornalisti, che s’indignano per il mio sforzo nel far conoscere le condizioni delle carceri”, la replica di stile di Cuffaro.

“Inaccettabile” è, semmai, il fatto che Totò, proprio sulle carceri, non debba proferir parola: a dispetto delle chiacchiere, le ragioni d’inopportunità sulla sua presenza al convegno stanno a zero. In fondo, c’ha trascorso cinque anni, c’ha scritto tre libri e c’ha studiato giurisprudenza e, se ciò non bastasse, c’ha pure la tessera del partito Radicale che, sulle patrie galere, storicamente ha battagliato. “Scontare la pena è stato un mio diritto”, ripeteva Totò che, nell’universo pentastellato, rimane, però, Cuffaro: non a caso ripete spesso che “Il detenuto è detenuto sempre”, citando Hugo. E, infatti, “Come venga permesso a un condannato per fatti di mafia di poter parlare ad incontri pubblici”, è proseguito il comunicato grillino. Domanda, questa, “ignorante” a tal punto da ricordare quella che si pose Roberta Lombardi, deputata, appunto, 5 Stelle, che ebbe addirittura a chiedersi dove stesse scritto che il presidente della Repubblica doveva avere più di 50anni: nella Legge (volutamente maiuscolo) la risposta; quella stessa Legge che non vieta, a chi condannato lo è stato, il “permesso” di poter parlare in pubblico… mentre sono i grillini&Co. ad aver perso un’occasione per stare muti.   

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