Un evento che lascia col fiato sospeso

Cronache Vip catanesi: la strana coppia Cardiel-Foti. Uniti per far trionfare il socialismo?

Quando questi "big" si mettono allo stesso tavolo, cosa può accadere? E tutto fuori dalla cosiddetta "zona rossa" sindacale...

Nella foto Foti con Rosa Luxemburg, Lenin e Turati.

Che ci facevano, ieri mattina, al tavolo del bar Sauvage, in piena giornata feriale, a parlare fitti fitti, Gaetano Cardiel, il “padrone” di Caltagirone, e Davide Foti, intemerato difensore dei diritti del lavoro? E’ questa la domanda che sta girando in tutte le redazioni del mondo. 

di Iena al servizio delle multinazionali (senza filtro)
  1. Sul fatto sarebbe stata avviata persino un’inchiesta del Washington Post che, per l’occasione, ha messo in moto il suo corrispondente dal Canalicchio. Foti, ricordiamo, è un “villaraiano di ferro”, un tipico “porta-acqua” politico del Pd. Cardiel, invece, è un “antivillariano”, anzi è proprio un “cardeliano”. Che Foti stia pensando di “emigrare” verso lidi più sicuri e politicamente più “remunerativi”? Chissà. Di sicuro, con Cardiel, Foti non discuteva di come ripristinare l’articolo 18 o di organizzare una battaglia per i lavoratori dei call center che in quanto segretario Slc rappresenta e per i quali profonde grande impegno, tranne quando è al bar con Cardiel. E dire che l’incontro è avvenuto fuori dalla cosiddetta “zona rossa” sindacale, quell’area vicino alla Camera del lavoro, luogo di riti e incontri….

Che Foti, adesso, i voti della Slc, voglia – per ragioni politiche si intende, non di poltrone – indirizzarli altrove? Ad altre aree del Pd? Chi vivrà vedrà. Al cronista che passava lì per caso (cioè me), Foti ha voluto indirizzare una delle sue tipiche cordialità (o “cardielità” fate voi) da “bulletto” sindacale, del resto lui è un uomo arrivato: “se chiude la Cgil devi andarti a cercare un lavoro, se vuoi te ne trovo uno io” si è pavoneggiato Foti gonfiandosi il petto di orgoglio sindacale. Proprio un Pippo Di Vittorio dei nostri tempi, non c’è che dire. Verrebbe da dire a Foti: no grazie, quando avrò bisogno di trovare un lavoro attraverso te, preferirò – come dice il filosofo etneo Pierluigi Reale – impiccarmi con lo spago della sasizza.

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