Mai dire mai!

Cronache del Regime catanese: Bianco e le sue mille inaugurazioni

Carrellata delle "parate" del podestà della città progressista

Mai sottovalutare l’ironia dei catanesi. Soprattutto, quando i potenti si atteggiano, si pavoneggiano, trabordano, insomma esagerano di brutto. Un po’ come Enzo Bianco. Gira, infatti, una battuta: “ti compri una casa nuova? L’arredi con novità? Acquisti un’auto alla moda? Arriva Bianco con i suoi e inaugura.”

Al di là dell’ironia, l’ “overdose da inaugurazione” del podestà di Catania ha assunto ormai connotazioni tragicomiche. E il catanese non perdona. 

Dall’estate del 2013 a quella del 2017, le cronache del Palazzo sono state scandite da una serie di iniziative, o meglio di comparsate, di tagli di nastri, di sorrisi a go go, che, nelle intenzioni, avrebbero voluto amplificare l’azione di sindaco e amministrazione (e dire che l’ Ego di costoro è già di suo amplificato…), in realtà hanno prodotto al massimo i soliti “articoli” compiacenti della “stampa di corte” (a proposito, la stampa nazionale, scatenata ai tempi delle giunte di centrodestra, è di fatto silente) e tanta, tanta indifferenza in una città che vive il suo rapporto con Bianco un po’ come quello di chi ha un ospite straniero da tempo in casa.

di iena al servizio della Reazione marco benanti

Ma com’è cominciata? Erano i primi mesi del suo insediamento ed era possibile leggere quanto segue:

Policlinico, Enzo Bianco alla cerimonia di inaugurazione di un laboratorio di ricerca
„Il sindaco Enzo Bianco è intervenuto alla cerimonia inaugurale di un nuovo laboratorio
 di ricerca presso l’Università di Catania, nato dalla collaborazione tra pubblico e privato con l’obiettivo di favorire la ricerca e l’innovazione farmacologica. Si tratta di una partnership  tra l’ azienda farmaceutica multinazionale Eli Lilly con l’azienda Policlinico Vittorio Emanuele di  Catania e la Sapienza di Roma”. Ma niente in confronto alla foto-ricordo del ponte sul Tondo Gioeni abbattuto a tamburo battente in pochi mesi: era il ferragosto del 2013. I catanesi, ancora, non avevano capito fino in fondo gli effetti nefasti della “prodezza”. Quando lo hanno inteso fino in fondo, hanno cominciato ad adirarsi. Ecco, da anni, le maledizioni contro il sindaco volano nella zona ridotta ad uno spettacolo spettrale.

Spettacolo, anche perchè il sindaco ha trasformato la sua esperienza di governo in una sorta di “film quotidiano” o quasi, dove la città è ridotta ad un “set cinematografico”, privo naturalmente di ogni rapporto sintonico con la realtà. Se non quella virtuale. Non a caso, è accaduto anche questo: Bianco, nel gennaio del 2016, ha inaugurato un semaforo, nel popolare quartiere di Librino.

Ecco la cronaca di “Sudpress” di quel giorno:

Evento in pompa magna e passerella politica per la “cerimonia di inaugurazione” del semaforo a chiamata pedonale presso il viale Castagnola nei pressi della scuola Angelo Musco

Attraverso un comunicato il Comune ha informato che questa mattina, alle 10:30, ci sarebbe stata l’inaugurazione del semaforo a chiamata pedonale a Librino. Presenti il primo cittadino catanese Enzo Bianco, il vicesindaco Marco Consoli e gli assessori Valentina Scialfa e Rosario D’Agata.

Tutti, chi prima e chi dopo, hanno “sfilato” sulle strisce pedonali poste sul viale Castagnola dopo aver premuto l’apposito pulsante di chiamata del semaforo. Il semaforo, che fa scattare il verde immediatamente alla prima chiamata e dopo 20 secondi per le altre, ha avuto un costo complessivo di 20 mila euro. 

E dopo i giri turistici in autobus, le inaugurazioni di parchi ripuliti e sistemati a metà e la pubblicazione di un giornale del Comune di semplice propaganda non poteva mancare l’inaugurazione di un semaforo. Lo stile, in grande, è sempre lo stesso.

Il comunicato arrivato ieri annunciava il “lieto” evento. “Bianco inaugura semaforo a chiamata davanti scuola Angelo Musco: domani, mercoledì 13 gennaio alle 10,30 il sindaco di Catania Enzo Bianco inaugurerà il semaforo a chiamata pedonale di viale Castagnola davanti all’ingresso della scuola Angelo Musco di Librino. Alla cerimonia saranno presenti gli assessori alla Scuola Valentina Scialfa e alle periferie Rosario D’Agata. Per realizzare l’impianto l’Amministrazione ha dovuto attendere che l’Enel completasse i complessi interventi per l’allaccio del contatore del semaforo.”

Non sono qui per inaugurare un semaforo-comunica però il sindaco dopo aver attraversato- ma per dare un segnale a tutta la città. Il semaforo principalmente sorge- dice ancora Bianco- per far si che non vi siano più vittime della strada. Nel 2012 un ragazzo è stato investito e ha perso la vita proprio qui. Vogliamo cercare di evitare proprio ciò.”

Il ragazzo che ha perso la vita frequentava le scuole qui a Librino- prosegue- Pochi mesi dopo la sua scomparsa, nell’autunno 2012, insieme ad un gruppo di ragazzi di un gruppo di volontariato abbiamo chiesto all’amministrazione comunale dell’epoca di realizzare un semaforo a chiamata pedonale. Io avevo un debito e un impegno nei confronti di questo quartiere. Il semaforo ha quindi un valore educativo: quello del rispetto per i pedoni in particolar modo nelle zone vicine alle scuole.” “.

L’ “overdose di inaugurazioni” ha contagiato anche i membri di giunta. Esempio? A metà giugno 2016, si è arrivati ad “inaugurare” un posacenere. Ecco la prosa di quel giorno sul web (cataniatoday): “cinquecento posacenere in tutta la città per invogliare i cittadini a rispettare la legge spegnendo le cicche di sigaretta piuttosto che disperdendole per terra”.  L’assessore Rosario D’Agata ha ‘inaugurato’ i primi cestini nel corso di un sopralluogo in piazza Europa dove è stato posizionato uno degli speciali contenitori…” Ad inizio novembre di quell’anno, altro “colpo ad effetto: stavolta, al Porto. Bianco annunciava:

“questo è un momento storico: con l’eliminazione dell’ultima barriera del Porto, Catania riabbraccia il suo mare”. Cosa era accaduto? Aveva tagliato con il commissario dell’Autorità portuale, l’ammiraglio Nunzio Martello, il nastro con cui era stato ufficialmente aperto l’accesso allo scalo dopo l’eliminazione del muro di cinta che lo separava dalla via Dusmet e la creazione di aiuole e muretti bassi interrotti da spazi che consentono il passaggio dei pedoni. E oggi? Chi passasse la sera, potrebbe vedere più che acqua marina lamiere accaldate, visto l’affluso di auto in quella zona. Avanti Savoia!

Risultato di queste “trovate”? Ironia, sarcasmo, battute da bar: insomma sul web e in città si ride. Restano solo Bianco e la sua “compagnia” di “imbucati” in qualche consulenza o in qualche posto a difendere l’indifendibile. Ma lui, il podestà, tira dritto. Del resto, era stato proprio lui a farsi fotografare in “versione pittore” nell’estate del 2015, al porto, per l’ennesima “trovata”, ovvero quella dei silos dipinti. Uno spettacolo di comicità insuperabile.

Da allora il sindaco, per qualche catanese, divenne “Enzo ‘U Pitturi”(“performance artistica” confermata in occasione di una “allattata” ad una transenna del lungomare). In mezzo a questo “baillamme” di “forbici&sorrisi” c’è scappato lo “scivolone”: come quello dell’ottobre del 2015. Ecco quanto scrisse allora l’associazione “Officine Siciliane”:

“Officine Siciliane: Bianco spieghi il ruolo della mafia nelle scelte del Comune.

Oggi un’operazione di mafia ha colpito il clan Pillera-Puntina. Tra i beni confiscati, la discoteca Empire, intestata al signor Domenico Di Bella, che, per deduzione, sarebbe prestanome del clan. Lo stesso imprenditore è stato scelto dal Comune di Catania, pochi giorni fa, per inaugurare “la strada degli artisti”. L’imprenditore, potrà sicuramente dimostrare la sua innocenza, in futuro, ma nell’attesa è necessario porre alcune domande all’Amministrazione Comunale sulla natura e i rapporti che intercorrono tra la Giunta e questo imprenditore. Le domande, poste da officine Siciliane, sono:

1) La collaborazione per la strada degli artisti è frutto di un accordo che avrebbe dovuto garantire vantaggi all’imprenditore?

2) Quali vantaggi avrebbe ottenuto, eventualmente?

3) La presenza costante di parcheggiatori abusivi nella zona, durante gli orari di apertura dei locali è parte di un accordo di cessione del controllo del territorio e della legalità ad altri che non sono le Istituzioni?

4) Non sarebbe il caso di spiegare come si selezionano le collaborazioni tra Comune e imprenditori? 5) Qual è il protocollo per la legalità che ha adottato il Comune?

6) Se esiste questo protocollo per la legalità, come accade nelle aziende sane, è stato rispettato, in questo caso?

7) Le attività amministrative del Comune rispettano le raccomandazioni dell’Autorità Anti corruzione?

8) Un ex ministro degli Interni che frequenta un uomo titolare di un bene confiscato per mafia non ritiene di dover spiegare la propria posizione?

Non sappiamo se otterremo risposte a queste domande, ma in tutta sincerità non ricordiamo un fatto tanto grave nella storia dell’amministrazione comunale da decenni. In tutti i casi, la facilità di rapporto tra un imprenditore del divertimento del centro e il Comune, lascia immaginare che il degrado e l’assenza di regole che caratterizza Catania di notte siano ispirati direttamente da chi, nella confusione, lucra e distrugge le regole necessarie per lo sviluppo economico e civile della nostra città. L’ombra su questa città aumenta e noi invece vorremmo luce.”
Ma l’ “overdose da taglio di nastro” non ha avuto requie. Ecco arrivare, quindi, l’inaugurazione di un tratto di metro e del raddoppio di Ognina: peccato che siano merito delle amministrazione di centrodestra. Dettagli. Si va avanti, come un treno….ad inaugurazioni.

Così nell’aprile scorso, era possibile leggere (su lagazzettacatanese) che “….È stato acceso questa mattina dal sindaco di Catania, Enzo Bianco, il totem multimediale turistico denominato “DigiKiosk” posizionato al centro della città. 

Posto all’angolo tra via Etnea e piazza Duomo, DigiKiosk è dotato di uno schermo touch screen che consente una navigazione attraente ed intuitiva, fornendo numerose notizie utili su monumenti, musei, trasporti.

Il totem multimediale sarà dunque in funzione già stasera, in occasione della “Notte dei Musei”.  Insieme ad Enzo Bianco, alla prima accensione hanno partecipato Fabrizio Garufi, in rappresentanza dell’azienda catanese TechLab Works che ha messo a disposizione il totem, e Sarah Bersani, editore dell’agenzia di comunicazione catanese Industria01 al cui progetto si devono le informazioni diffuse dal totem digitale…”

E a giugno scorso, un’ altra “pagina da incorniciare”: il nuovo ufficio relazioni con il pubblico.

A Palazzo degli Elefanti, infatti,  la “scienza” supera ormai ogni immaginazione. Così per la messinscena dell’apertura dell’Urp a Palazzo dei Chierici si è scomodato persino Sua Maestà il sindaco Enzo Bianco, con vestito di ordinanza nonostante il gran caldo, attorniato dal cerchio magico (tragico) schierato al completo, giornalisti dell’ufficio stampa abusivi compresi.

D’altronde, la propaganda vuole la sua parte, in quell’ormai triste set cinematografico degno dell’“Istituto Luce” che ai catanesi somministra le quotidiane polpette avvelenate delle falsità dell’informazione di PalazzoLo spettacolo del finto rilancio dell’Urp è stato montato: flash, foto, comunicato pieno di aggettivi roboanti e pacche sulle spalle. Ciak, si gira il tardivo ripescaggio di un Ufficio che prima è stato volutamente affossato rimescolando le carte come fossimo ai giochi di prestigio. Così, in una mattina di giugno abbiamo assistito, quasi abbagliati, alla farsa dell’inaugurazione di un Ufficio per le Relazioni con il Pubblico che il sindaco Bianco, appena insediato, ha colpevolmente sloggiato da Palazzo degli Elefanti per confinarlo negli angusti e quasi irraggiungibili locali di piazza Matteotti, accanto alla Questura, abbandonandolo al suo destino.

Il tutto, giusto per farne, a pochi mesi dalle elezioni, un altro strumento di propaganda, come l’Ufficio Stampa.

In questa “ansia da prestazione”, non sono state “risparmiate” né piazze, né opere maggiori, ma frutto del lavoro delle precedenti amministrazioni comunali. Ma la “macchina della propaganda” non ha guardato in faccia a nessuno. Con risultati tragicomici: come nel caso della “nuova” piazza Iolanda.

Ecco la cronaca di “Sudpress”:

Dopo la mirabolante consegna da parte del sindaco Bianco, sotto il solleone di fine giugno, di piazza Iolanda “pulita e sistemata”, con la fontana che zampilla come nemmeno quella ben più nota di piazza di Spagna a Roma, già oggi le aiuole sono nuovamente piene di mozziconi, invase dalle colombe e soprattutto niente più spruzzi e giochi d’acqua. Che fosse un miracolo scatenato dalla visita del sindaco? 

Visto quanto fatto finora per Catania, si potrebbe gridare al prodigio, con la fontana della piazza tra via Umberto e viale Libertà, sprizzante all’arrivo del primo cittadino, con tanto di video diffusi dal comune.

Dopo quattro anni di abbandono a se stessa, la piazza nei giorni scorsi è stata abbellita con piante e fiori e qualche gioco per i bambini. Nulla di trascendentale insomma, ma evidentemente la campagna elettorale incombe e bisogna fare un pò di scena.

Ma già oggi, a sole 24 ore dall’”inaugurazione”, al centro della piazza nessuno spruzzo, nessuno zampillo, solo un placido, piccolo specchio d’acqua, nemmeno tanto cristallina.”

L’ennsima “pagina tragicomica” arriva ad agosto scorso: a distanza di poco più di 15 giorni dalla consegna (in pompa magna, come sempre) le case popolari cadono a pezzi. Cosa restano? Di sicuro i sorrisi d’occasione. Ma anche la rabbia degli abitanti.

Il finale è da antologia:

la panchina semplice arredo urbano simbolo del riposo, a Catania diventa motivo per celebrare il sindaco sulla piccola triste scena del Palazzo. Con il solito roboante doppio annuncio del mitico ufficio stampa (abusivo) di “Enzo Bianco IV”, abbiamo assistito ad un altro effetto cineteca per consegnare alla città alias “inaugurare” udite, udite… ben otto panchine intorno alla bella piazza Università, nel 2002 restaurata da Umberto Scapagnini e Santo Castiglione.

Davvero Bianco si è ridotto a inaugurare persino le panchine? Ebbene sì. Parrebbe infatti che il nostro beato sindaco sia affetto da carenza di flash dovute alla sua prolungata assenza per le vacanze. E allora che c’è di meglio che mostrasi una bella panchina, farsi riprendere e fotografare provando a stare seduto da sol o insieme al cerchio magico(tragico)? Qualcosa di più di una metafora, quasi a preparare il campo per la prossima primavera, quando Bianco dovrà godersi il meritato riposo di anni fatica a inaugurare case che crollano, semafori spenti, spartitraffico inutili, ponti abbattuti e orti inesistenti. La panchina a piazza Università…come non pensarci prima? In fondo Palazzo degli elefanti è a due passi da “villa Varagghi”, a 300 metri dalla casa di riposo di piazza Bovio… e ora la panchina per riposarsi proprio vicino il Liotru: per accogliere quelli che non giocano più, coloro che sul viale del tramonto aspettano solo che l’arbitro fischi la fine. E li rimandi mestamente negli spogliatoi.

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Comitato cittadino Porto del Sole
Ospite
Comitato cittadino Porto del Sole
Un sindaco che si esibisce nel dipingere i silos vuoti ed arrugginiti sulle banchine del porto destinate non certo all’artistico, dimostra la sua volontà di sostenere e legittimare la gestione in mano ad un suo fidato presidente-commissario-spedizioniere del porto cittadino. Se ne deduce che tale sindaco sconosca che lo stesso porto è già da tempo oggetto di un dossier in Commissione Nazionale Antimafia dall’eloquente titolo “porto delle nebbie” . Invitiamo tale sindaco a leggerlo, ad informarsi sulla “darsena” abusiva oggi sotto processo in modo ed a costituirsi parte civile alla prossima udienza del 15 Novembre in Tribunale, contro i responsabili… Leggi il resto »
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