Quando gli "scienziati" -in combutta con qualche fan- si mettono all'opera...

Cronache del Regime, anniversario della “grande minchiata”: Tondo Gioeni, due righe di verità

Dopo quattro anni di disastri, un piccolo sunto di cosa accadde....

In occasione del quarto anniversario della morte definitiva del nodo gioeni su tre livelli è opportuno commemorare la bella minchiata con argomenti che ne certifichino la entità da record dei primati mondiali.

FATTI

Il progetto  ereditato  dalla amministrazione comunale di Catania prevedeva il riempimento del sottopasso esistente e l’abbattimento del cavalcavia. Il sindaco Stancanelli, preso atto del progetto, formulò al suo esperto in materia di mobilità, agli assessori competenti e ai funzionari  tecnici (tutti ingegneri) due quesiti:

di iena antiMinchiatari marco benanti

a)Verificare lo stato del cavalcavia

b)Valutare gli effetti dell’abbattimento sul traffico.

In merito al primo punto fu anche commissionata una perizia sperimentale al DICA della Università di Catania, Prof. Badalà, in relazione al secondo punto furono effettuate le valutazioni e prodotta dal dirigente dell’allora UTU una nota contenente l’esito.

LA DECISIONE

I risultati delle suddette analisi imposero una riflessione in quanto emerse da un lato che gli effetti sulla mobilità sarebbero stati gravissimi e permanenti e senza possibile soluzione attuando il progetto previsto, dall’altro la possibilità  di risanare il cavalcavia addirittura  adeguandolo alla normativa antisismica del 2008.

Dalla riflessione nacque la variante al progetto presentata dall’amministrazione Stancanelli che prevedeva il mantenimento del cavalcavia e del sottopasso esistenti. Durante la fase di approvazione, i cittadini decisero di cambiare amministrazione, che, legittimamente, ha deciso di non procedere con la “variante Stancanelli” e di abbattere il cavalcavia così come previsto nel progetto originario.

Con spirito collaborativo sono rintracciabili, nelle rassegne stampa del tempo, gi appelli collaborativi dell’ing. Guglielmo e di tanti colleghi, e non polemici a valutare comunque gli effetti permanenti e altamente pregiudizievoli per la mobilità catanese, e quanto meno di prendere in considerazione il rifacimento del cavalcavia o il mantenimento del sottopasso..

I COSTI

La “variante Stancanelli”, che, salvando il cavalcavia, avrebbe mantenuto i tre livelli di flusso veicolare, che, come già detto prevedeva il risanamento del cavalcavia e l’abbassamento della sede stradale del tratto di circonvallazione in corrispondenza dello stesso, avrebbe avuto un costo ulteriore di 2,2 milioni di euro, come rilevabile dagli atti! Non quindi i 10 milioni di euro di cui si parla asserendo che la  Protezione civile avrebbe non approvato la variante, al contrario di quanto stava facendo con la amministrazione precedente.

Mentre i costi della “variante Stancanelli” sono certi e desumibili dagli atti, il costo della soluzione adottata dall’amministrazione Bianco, al netto del milione di euro per opere di abbellimento in essere, valutato anche in termini di tempo e carburante e stress per i cittadini credo possa definirsi inestimabile e crescente nel tempo.

Ai catanesi il costo di questa scelta, Riposa in Pace Nodo Gioeni.

 

 

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1 Commento su "Cronache del Regime, anniversario della “grande minchiata”: Tondo Gioeni, due righe di verità"

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Comitato cittadino Porto del Sole
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Comitato cittadino Porto del Sole
Non è solo il costo del milione di Euro, che avrebbe permesso di riparare gran parte delle strade dissestate, ad aggravare la responsabilità comunale nel caso Tondo Gioeni . Vi si assomma infatti la eliminazione in corso del marciapiede sul quale si posa “l’opera d’arte” e la impossibilità di allargare e velocizzare lo scorrimento verso Ovest e lo snodo Nord Sud e viceversa .Ci auguriamo almeno che tale “opera” non rappresenti religiosità che verrebbero offese dalle bestemmie dei cittadini incolonnati al volante. Completa simile “opera” il costo dei tanti milioni di Euro di benzina che nei prossimi anni saremo costretti… Leggi il resto »
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