due comunicati sugli ultimi dati sull'Italia della povertà

Codacons e Codici: un paese spaccato e ingiusto

Dalle due associazioni considerazioni su quanto emerso dalla ricerca sociale...

ISTAT, TANASI (CODACONS): AUMENTO DISUGUAGLIANZE SEMBRA FOTOGRAFIA DEL DOPOGUERRA

 DATI VERGOGNOSI PER UN PAESE CIVILE, POLITICA HA FALLITO

I dati diffusi oggi dall’Istat che attestano l’aumento delle disuguaglianze tra classi sociali sono per Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons una vergogna per un paese civile e certificano il fallimento della politica italiana.

  “Il Rapporto Annuale 2017 dell’Istat sembra la fotografia dell’Italia del Dopoguerra, e dimostra la tragedia economica che ha investito il paese negli ultimi anni – spiega Tanasi– Gli allarmi lanciati a più riprese dal Codacons si dimostrano più che mai corretti, così come la sordità della politica che non ha ascoltato le denunce dei cittadini. Chi è ricco continua ad arricchirsi e a mantenere la propria posizione di potere, mentre le classi meno abbienti diventano sempre più povere e il ceto medio addirittura scompare. In tale contesto i governi che si sono succeduti non hanno saputo né comprendere il problema, né adottare provvedimenti per aiutare le famiglie, e il quadro disegnato dall’Istat non è altro che il fallimento della politica italiana” – conclude Tanasi. CODICI: RAPPORTO EURISPES 2017 FOTOGRAFA UN SUD ITALIA NELLA MORSA DELLA POVERTA’, DELLE BANCHE E DEGLI USURAI I dati emersi delle rilevazioni e analisi effettuate dall’Istituto di Ricerca Eurispes nell’anno 2017 e presentati stamani a Palermo consegnano una fotografia di un Italia a due velocità (per non dire di serie A e di serie B), caratterizzata da un Sud Italia stretto nelle morsa della povertà, delle banche, del sovraindebitamento e dell’usura.  Purtroppo tutto ciò, non fa altro che confermare quanto da noi sostenuto in questi anni e cioè che la situazione in cui versa il Paese e soprattuto il Meridione è il frutto di una totale assenza di politiche sociali a tutela delle fasce deboli e di un sistema bancario del tutto inaccessibile che spinge le persone, a rivolgersi al credito usurario.  Non è un caso infatti che registriamo nei nostri sportelli un numero sempre maggiore di utenti che si rivolgono ai nostri sportelli in cerca di aiuto. In particolare, si rileva come il rapporto tra consumatore e soggetti erogatori del credito è di frequente caratterizzato da alcuni elementi quali : la scarsa trasparenza nei rapporti tra i consumatori e i soggetti erogatori del credito, la natura vessatoria di alcune clausole contenute nei contratti e la difficolta di comprensione di quanto scritto nel contratto. Infine nei contratti di finanziamento sempre più di frequente si rilevano varie anomalie rispetto ai costi della mediazione e agli interessi applicati con commissioni che arrivano a toccare, in alcuni casi, anche il 40 per cento.  Lo afferma l’Avv. Manfredi Zammataro Segretario Regionale dell’Associazione dei Consumatori CODICI - Centro per i Diritti del Cittadino - in una nota a margine della presentazione del rapporto Eurispes da parte del presidente Gian Maria Fara tenutasi oggi a Palermo. Secondo lo studio dell'Eurispes infatti, nelle Isole, oltre cinque famiglie su dieci (il 54%) hanno visto diminuire nel corso dell’ultimo anno il proprio potere d’acquisto.  Inoltre, sempre nel Sud e nelle Isole, si trova il numero più elevato di cittadini costretti ad utilizzare i propri risparmi per arrivare a fine mese, rispettivamente 59,6% e 44,9%. Sempre in Sicilia e in Sardegna 4 persone su 10 non riescono a sostenere il costo delle spese mediche né a saldare le rate del mutuo per la propria casa. Inoltre, circa la metà degli abitanti delle Isole conoscono persone che si sono dovute rivolgere alla Caritas, che non possono permettersi un posto dove vivere, non hanno la possibilità di curarsi né di mantenere i propri figli o farli studiare. Otto persone su dieci indicano la perdita del posto di lavoro come causa di questo impoverimento. Il 25,5% di chi vive nelle regioni del Sud.  Ma cosa ancor più inquietante è che Il il 12,6% di quanti abitano in Sicilia.    

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