ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM

CARO GIANFRANCO …

Nel 2012 la mancata elezione non è stata l’unica tua punizione. Vi è stato anche il successo di uno come Crocetta. Bisogna far tesoro dei propri errori.

Caro Gianfranco,

ti raccontiamo una storia.

Nel 2008 fu eletto Presidente della Regione, con circa il 64% dei consensi, Raffaele Lombardo, leader dell’MPA, Movimento indipendentista siciliano, con un passato nella DC e nell’UDC, e rappresentante di una coalizione di centrodestra.

>> Gianfranco Miccichè
Nonostante il precedente Presidente era stato costretto a lasciare la carica, al secondo mandato, per associazione mafiosa esterna, il centrodestra aveva resistito. Tutto merito del coordinatore regionale di Forza Italia, che sin dalla sua costituzione e fino al 2005 aveva costruito il partito e il centrodestra. A dimostrazione dell’intuito e della capacità del coordinatore, resta scolpito nella storia della Sicilia il famoso cappotto del 61 - 0, quando, in occasione delle elezioni nazionali del 2001, tutti i rappresentanti siciliani del parlamento nazionale eletti appartenevano allo schieramento di centrodestra. Ma torniamo alla regione. Dopo appena un anno, nel maggio 2009, dopo appena un anno dalle elezioni, il Presidente Lombardo, preso atto della difficoltà di riformare ambiti strategici come sanità, rifiuti, amministrazione regionale va allo scontro con gli alleati del Pdl e Udc che accusa di ostacolarlo – con i loro uomini che presidiano enti e istituzioni - nel percorso delle riforme. Nasce uno scontro all'interno del Pdl siciliano che sostiene il governo Lombardo. Nasce così il secondo governo Lombardo, con l’UDC fuori dalla giunta. Il PdL si presenta spaccato in due correnti, quella dei lealisti, capeggiata dal Ministro della Giustizia, Angelino Alfano e dal Presidente del Senato, Renato Schifani assieme ai coordinatori Giuseppe Castiglione e Domenico Nania, e quella ribelle capeggiata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè e dal Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ad entrambe le correnti vengono assegnati assessori ed in giunta ci sono tre tecnici di area di centrosinistra di cui uno con tanto di tessera del Pd. Sempre nel 2009, a novembre, si formalizza la spaccatura con la nascita del PdL Sicilia. Tu, presentando a Palermo il gruppo PDL Sicilia all’ARS dichiari: «Ho 55 anni e tre figlie a cui voglio lasciare l'educazione della coerenza» detto. «Non lo stiamo facendo per l'acquisizione di potere, sarebbe stato più comodo stare sotto le coperte di cachemire del partito -ha aggiunto -. Abbiamo avuto 15 parlamentari regionali che stanno continuando ad avere grande coraggio». In Sicilia adesso ci sono due PdL, quello Ufficiale, detto dei lealisti, ed l’ala ribelle del PdL, il PdL Sicilia. A dicembre del 2009, Lombardo sostituisce gli assessori del Pdl lealisti con due assessori espressioni del PD. Ad aprile 2010, con l’approvazione della finanziaria, l’anomalia del Lombardo ter, viene conclamata dal voto d’aula. La maggioranza è cambiata e lo ammette lo stesso Lombardo che dichiara: «Cè una coalizione, Mpa, Pdl Sicilia, Api e Pd, che credo debba crescere e consolidarsi di più». Conseguentemente, a settembre 2010, Lombardo decide di fare entrare in giunta il PD. Di fare il ribaltone. E tu, Gianfranco, coerente uomo di centrodestra, ti rifiuti di dare il tuo appoggio alla violazione del patto che Lombardo aveva fatto con gli elettori siciliani che lo avevano scelto quale Presidente del Centrodestra ed avevano relegato il PD al ruolo di opposizione. Il tuo Pdl Sicilia si frantuma, ed entrano in giunta i finiani che, al contempo, aderiscono al FLI - Futuro e Libertà per l'Italia, fondato da Gianfranco Fini. A ottobre del 2010 lasci il Pdl e costituisci Forza del Sud, partito ispirato ai principi del meridionalismo, con l’intenzione di controbilanciare il potere leghista del nord, che poi assumerà i connotati di un movimento meridionalista, chiamandosi Grande Sud. Nel 2012, dopo aver governato per quasi l’intera legislatura con Lombardo, il PD lo molla. Per aver ricevuto un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, per il quale è stato assolto lo scorso 31 marzo 2017. Il 31 luglio 2012 Lombardo si dimette. Le elezioni regionali sono stabilite per il 28 e 29 ottobre 2012. Il 21 agosto 2012 proponi Musumeci alla presidenza della regione che dichiara: «È un grande onore per me - aggiunge Musumeci - essere proposto alla guida della Regione Siciliana nella prospettiva di governo che sarà determinata dagli elettori a fine ottobre. Ringrazio Gianfranco Miccichè per aver lanciato la proposta sicilianista, che testimonia fiducia nella mia persona e, soprattutto, amore per la Sicilia nel rifiuto di ogni logica politica animata da veti e rancori» Ma, alla vigilia della conferenza stampa, in programma per il 28 agosto, con la quale Nello Musumeci avrebbe dovuto annunciare la sua discesa in campo per Palazzo d’Orleans, sostenuto anche dal Pdl di Angelino Alfano, dal Pid di Saverio Romano,  ti candidi contro Musumeci per la costruzione di una vasta area sicilianista – accusandolo di preferire alla crescita della nostra Sicilia, un accordo con il Pdl – ricevendo immediatamente l’appoggio del tuo partito, Grande Sud, dell’MPA e del FLI. Ripetendo esattamente quello che era successo qualche mese al Comune di Palermo allorquando Lombardo, dopo aver candidato a Sindaco Massimo Costa, lo abbandonò non appena questi riceveva l’appoggio del Pdl, candidando successivamente Alessandro Aricò, spianando in tal modo la strada a Leoluca Orlando. Caro Gianfranco, ti scriviamo per evitare che si ripetano gli stessi errori del centrodestra del 2012, anche perché ne mancano i presupposti che allora li determinarono. Oggi Forza Italia è rappresentata da te. E non da Castiglione, Misuraca e Alfano, tutti con il centrosinistra in Alternativa Popolare. Non c’è da distinguersi da loro, certamente non potranno candidare Musumeci. Stesso discorso vale per l’MPA. I nemici giurati di Lombardo, Castiglione e Firrarello, sono dall’altra parte. Oggi vi è in campo, ampiamente e trasversalmente condivisa nella società siciliana, la candidatura di Nello Musumeci. Gli vengono riconosciute lealtà, onestà, trasparenza, correttezza, capacità amministrativa, anche da parte degli avversari politici. E’ il candidato ideale, con la sua storia capace di contrastare l’antipolitica a 5 stelle. Eppure qualcuno, tra quelli che si autodefiniscono moderati, si oppone alla sua candidatura, pur riconoscendone le superiori caratteristiche, per la sua storia di uomo di Destra, quasi che gli elettori preferiscano le etichette alla buona e corretta amministrazione! Oggi Tu, come nel 2012, non puoi stare con Saverio Romano (Cuffaro allora era in carcere)! Sei geneticamente diverso, ed in questi anni crediamo lo abbia ben capito. Loro candidano Roberto Lagalla, il candidato passepartout buono per tutti i ruoli, per tutte le coalizioni e per tutte le stagioni, oggi Vice presidente del CNR in quota Renzi, Saverio Romano è stato Ministro in pectore del governo Gentiloni, dove non è stato nominato sol perché alla sua formazione politica non stati assegnati posti di governo. Loro (Cuffaro & Romano) tentano il colpo a sinistra, garantendo al PD una candidatura di centro, millantando di portare in dote il voto centrista. Tu, per la tua storia, per la coerenza che hai sempre mostrato (abbiamo ricordato il tuo mancato accesso al Lombardo quater con il PD), non hai mai governato con il PD e non lo faresti mai! Oggi Forza Italia non può accodarsi a questi pseudomoderati di sinistra/destra a seconda delle convenienze (moderati in che cosa?). Ne tantomeno può pensare di dare – inspiegabilmente - spazio ad autocandidature di personaggi minori della politica – e inesistenti sul territorio – che a volte provengono dalla stessa tradizione che è ostacolo per Musumeci. Ciò determinerebbe, nuovamente, ed inevitabilmente, la spaccatura del centrodestra. Caro Gianfranco, concludiamo questo nostre righe rivolgendoti un appello affinchè tu possa - facendo tesori degli errori commessi da te e dall’intero centrodestra in occasione delle elezioni del 2012 – arrivare ad una candidatura unitaria nel centrodestra. Ci permettiamo quindi di darti un sommesso consiglio, a te, uomo nato e vissuto nella comunicazione ai più alti livelli. Fatti fare un sondaggio - riservato solo a te - sul migliore candidato, ed utilizzalo per tornare ad essere nuovamente l'artefice ed il protagonista politico della vittoria del centrodestra prima in Sicilia e poi a livello nazionale! La storia è maestra di vita. Talune citazione di grandi personaggi della storia del mondo sembrano calzare a pennello per il caso degli errori commessi dal centrodestra siciliano nel 2012. Ne consigliamo a te, ed a tutti i nostri lettori, la lettura.
L’UNICO VERO ERRORE È QUELLO DA CUI NON IMPARIAMO NULLA. (John Powell)
UN UOMO CHE HA COMMESSO UN ERRORE E NON LO HA RIPARATO, HA COMMESSO UN ALTRO ERRORE. (Confucio)
QUANDO PERDI, NON PERDERE LA LEZIONE. (Dalai Lama)
TUTTE LE COSE SI POTREBBERO FARE MOLTO MEGLIO SE SI POTESSERO FARE DUE VOLTE. (Goethe)
IL FALLIMENTO È UN SUCCESSO SE TRAIAMO UNA LEZIONE DA ESSO. (Malcolm Forbes)
NON C’È NULLA DI COSÌ UMILIANTE COME VEDERE GLI SCIOCCHI RIUSCIRE NELLE IMPRESE IN CUI NOI SIAMO FALLITI. (Gustave Flaubert)

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1 Commento su "CARO GIANFRANCO …"

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Arturo
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Spero davvero che Miccichè legga questo articolo e capisca non solo l’errore clamoroso che ha commesso cinque anni orsono, ma soprattutto che si renda conto che l’unica soluzione per le prossime elezioni è quella della candidatura unitaria di Mello Musumeci.
Oggi c’è davvero l’occasione per il centro destra di riprendere il governo della regione.
Miccichè: non sprecarla e cerca di ragionare bene stavolta!!!

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