Il ruolo dei segretari provinciali di partito è fondamentale per i partiti radicati nei territori

IL GENIO POLITICO DEL SEGRETARIO PD ENZO NAPOLI

L’essere troppo equilibrati talvolta produce disastri

In Sicilia, accanto a tante persone mediocri e insignificanti, crescono anche geniali individualità. Ad esempio, nel variopinto mondo politico, accanto a saltimbanco e personaggi in cerca di autore, ci sono personaggi dalle grandi doti di equilibrio o, se preferite, di equilibrismo.

Uno di questi, il re – lo definiremmo noi – è certamente Vincenzo Napoli da Agrigento, per gli amici, una volta avremmo detto i compagni, Enzo. Mandato a ricoprire il ruolo di segretario provinciale del Pd catanese perché le correnti di partito non riuscivano a trovare un accordo su un nome locale, il mitico Napoli si è da subito affannato a risolvere, in modo definitivo, i problemi del Pd locale, cosa che ha brillantemente fatto, facendo scomparire il Pd. Sapete quel detto che c’è al gioco del Bacarat, tra due croci, il banco o batte o muore; ecco questa è la filosofia del grande Napoli: tra varie voci, il Pd o batte o muore e lui lo ha ammazzato o quasi (politicamente, s’intende). Geniale!

A giugno, come sapete, ci sono le elezioni locali. Comizi che interesseranno tanti cittadini. Elezioni che dovevano – secondo il pensiero del segretario Renzi – segnare il ritorno del Partito Democratico, rinvigorito dalle primarie e dalla nuova unità. Unità. Unità. Unità, gridano i compagni, pardon: gli amici. All’anima dell’unità. In provincia di Catania, a Paternò il Pd si è diviso in tre parti: da un lato il compagno Sammartino che insieme alla Cgil appoggia il candidato di Forza Italia (tranquilli: è solo un’anticipazione di un accordo nazionale).

 

>> Enzo Napoli

Dall’altro, il compagno Barbagallo che insieme ad Alessandro Porto (prossimo candidato alle regionali in seno al Pd) appoggia il candidato Naso, già lombardiano, uno che La Russa ha definito “quanto più lontano c’è nel paese alla sinistra”. Insieme alla lista di “fratelli di Paternò” versione locale di Fratelli d’Italia, i deputati del Pd marceranno per la vittoria dell’ “antisinistra” Nino Naso. La cosa simpatica è che entrambi gli schieramenti hanno messo il veto sulla presenza nelle loro coalizioni del Pd. E’ un problema per qualcuno? Assolutamente. Chi se ne frega.

Infine, ci sarebbe Mangano, un professore sempre piddino e renziano, amico storico di Enzo Bianco; lui il Pd lo vorrebbe, ma Napoli che ha grandi doti di equilibrio non gli dà il simbolo. Ci mancherebbe facesse seccare qualcuno dei deputati. Del resto, sono gli stessi deputati che sorreggono l’esperienza del Presidente Crocetta, per cui Napoli lavora in seno all’assessorato regionale. Paternò è un caso, voi dite. E’ l’anomalia. Anomalia una cippa.

La situazione è identica

ovunque: a Misterbianco, da un lato Sammartino, Berretta con Di Guardo; dall’altro Corsaro con Barbagallo. A Nicolosi, divisione in tre. A Palagonia altri tre o quattro candidati riferibili al Pd. A Palagonia? Peggio mi sento.

Il dott. Salvino Scalia, militante democratico, sul suo profilo facebook, scrive: “Lettera di un tesserato deluso (Elezioni amministrative palagonesi) Il PD non avrà un candidato Sindaco (problema relativo) e nemmeno uno di riferimento condiviso (problema serio). Il PD non avrà una lista.

Le responsabilità, secondo la regola aurea della rappresentanza, non possono che imputarsi, almeno in via principale, alla sua organizzazione locale e sovra-comunale. Palagonia, per gli elettori ed i tesserati del Partito Democratico, è diventata una Terra di Mezzo, una piccola Beirut, dove le varie fazioni si sfidano a colpi di lupara, nascosti dietro improbabili siepi. Ognuno di noi, tutti e legittimamente, atteso il vuoto pneumatico prodottosi, sarà costretto a valutare le proposte politiche dei candidati e delle liste altrui, e comportarsi secondo coscienza.

Può anche esplicitare esternamente il proprio convincimento e addirittura andare a candidarsi ove il cuor suo comanda. Una cosa, invece, considero ingiusta e financo insopportabile: vedere il Segretario del Partito Democratico, il mio Segretario, sponsorizzare il Candidato Sindaco uscente (il problema, sia chiaro, non è il Candidato Sindaco) senza averne mai avuto mandato e senza alcuna legittimazione assembleare.

A nessun Segretario è consentito di essere ubiquo e fare pubblicità occulta, almeno fino a quando ricopre quel ruolo. Tanto, senza offesa, sentivo di dovere”.

Grande Enzo Napoli, problema risolto. Il Pd non c’è da nessuna parte, non può perdere. Addirittura da alcune parti è alleato di Forza Italia o di Fratelli d’Italia, nel silenzio di tutti. L’equilibrio o l’equilibrismo è una dote che garantisce lunga vita, forse non al partito, ma probabilmente al segretario.

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