LO SCANDALO DELL'INCHIESTA SULLE FIRME FALSE POTREBBE ULTERIORMENTE DIVIDERE L’M5S DI PALERMO

TENTAZIONE 5 STELLE

E tra gli attivisti potrebbe incominciare a serpeggiare l’idea di appoggiare Ferrandelli al Comune di Palermo per prendersi la regione.

Le elezioni comunali di Palermo non sono nate sotto una buona stella. Almeno per il M5S.

Lo scandalo delle firme false. In occasione delle elezioni del 2012, alcuni moduli di raccolta firme presentati per le candidature degli attivisti erano stati ricopiati per correggere errori formali. Nel 2013, in seguito a un esposto anonimo, ci fu un’indagine della DIGOS, poi archiviata.

Nel 2016 la procura di Palermo ha riaperto l’inchiesta, che si è conclusa con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 14 persone, tre deputati nazionali (Riccardo Nuti, Giulia Di Vita, Claudia Mannino), due deputati regionali (Claudia La Rocca, Giorgio Ciaccio), 8 attivisti e collaboratori M5S (tra cui i mariti di due deputate nazionali Claudia Mannino e Loredana Lupo), e il cancelliere del tribunale di Palermo che attestò l’autenticità delle firme.

I reati contestati riguardano la violazione del testo unico regionale in materia elettorale. Due i capi d’imputazione. Nel primo viene contestato agli attivisti M5S di aver materialmente falsificato le firme, o comunque di averne beneficiato (Nuti). L’altra accusa – di avere dichiarato il falso – riguarda il cancelliere e l’avvocato/attivista.

Lo scandalo dell’inchiesta sulle firme false esplodeva proprio nel momento in cui si celebravano le comunarie per la scelta del candidato sindaco 5 stelle al Comune di Palermo, concluse, non senza polemiche, con la scelta dell’avvocato Ugo Forello, che vinceva la

>> Satira. Foto del Candidato di Forza Italia e cantiere Popolare con il logo del M5S

competizione battendo il poliziotto Igor Gelarda con 357 voti contro 233, ma ancor più perché i candidati “più quotati” – Riccardo Ricciardi e Samantha Busalacchi – venivano esclusi perché coinvolti nello scandalo firme false. Grillo, con il proprio diktat – per correre a Sindaco di Palermo con i 5 Stelle non bisognava neanche essere sottoposti a indagini preliminari – entrava a pieno titolo nella guerra tra correnti che da sempre infesta il M5S di Palermo. Alimentando in tal modo – involontariamente – la faida tra correnti che riprendeva con ancor maggior vigore. I deputati Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita, tutti indagati e sospesi, e i colleghi Loredana Lupo e Chiara Di Benedetto, non indagate, presentavano un esposto alla Procura e all’Ordine degli avvocati di Palermo sul candidato Sindaco Ugo Forello, accusandolo di essere il “gran manovratore”, che avrebbe “pilotato le dichiarazioni” della deputata regionale “pentita”, Claudia La Rocca, commettendo il reato “induzione a rendere dichiarazioni mendaci”. L‘indagine è stata poi archiviata dal gip Lorenzo Matassa del Tribunale di Palermo.

Fin qui la storia. Che 

potrebbe arricchirsi di un nuovo capitolo.

Il sostegno a Ferrandelli. E’ opinione diffusa che il PD, con o senza Crocetta, indipendentemente dal candidato e dalle alleanze che potrà mettere in campo, in nessun caso potrà godere della fiducia dei siciliani per un nuovo mandato di governo, dopo lo sfacelo dei governi Lombardo e Crocetta.

Conseguentemente, l’unico pericolo per la presa della regione da parte dei grillini sarebbe rappresentata da Nello Musumeci, che ha già ufficializzato la propria candidatura alla presidenza della regione, sostenuto da una parte del centrodx. Musumeci, infatti, per la propria storia personale – caratterizzata da integrità morale e capacità di governo – può costituire un polo di aggregazione per il popolo dei moderati siciliani ed una alternativa valida per i siciliani che non intendono votare M5S.

Ma c’è una parte del centro destra, quello rappresentato da Cuffaro & Miccichè, che ritiene che la vittoria dei moderati alla regione debba essere frutto di un accordo centrista, con pezzi di PD, come sta avvenendo con Ferrandelli al comune di Palermo.

Ecco che se a Palermo dovesse vincere Ferrandelli, Cuffaro & Miccichè esporterebbero il modello centrista alla regione. Ed ecco il quadro che si delineerebbe. Il centrodx spaccato, tra Musumeci che è già in corsa e un candidato centrista, chiamalo La Galla, La Via, Schifani, Catanoso appoggiato da Forza Italia, Cantiere Popolare, Area popolare e magari da pezzi del PD (Sicilia Futura) ed un candidato di bandiera del centrosx. In tal modo verrebbe meno l’unità del centrodx, l’unico ostacolo che sembrerebbero avere i grillini per la conquista della presidenza della regione.

Ma se i grillini – o almeno una parte di essi – decidessero di appoggiare Ferrandelli al Comune di Palermo, ecco che per il MS5 la strada per la regione sarebbe spianata. Ancora una volta i grillini dimostrerebbero la loro abilità – tante volte messo in dubbio dalle forze tradizionali – nel comporre strategie politiche.

Ed ecco il dubbio. Con i se e con i ma non si fa la storia. Ma il futuro?

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